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Nutrizione ed intolleranze alimentari

NUTRIZIONE CLINICA

All’inizio di questo mese sono stati comunicati alla stampa i risultati del Rapporto Osservazionale 2008 sullo stato di salute degli italiani. Una fotografia a tratti impietosa, per il manifestarsi sempre più in modo evidente di alcune ‘cattive abitudini' degli italiani che incidono in modo significativo sia sul girovita che sulla salute: gli aperitivi alcolici, l''allergia' allo sport e il vizio del fumo.

Dal rapporto scopriamo anche alcuni dati sul sovrappeso e sull'obesità che ci devono fare riflettere. Le persone in sovrappeso in Italia sono cresciute rispetto alle precedenti indagini, nel rapporto 2005 erano il 33,5% della popolazione, nel 2006 il 33,6% per salire nel 2007 al 34,6% fino ad arrivare al 35% di oggi. Lo stesso andamento l’ha seguito purtroppo anche l'obesita', 8,5%, 9%, 9,9% e 10,2%. Gli uomini la fanno da padrone nel settore del sovrappeso, 43,8%, quasi due volte la percentuale delle donne 26,8%. Anche geograficamente si nota una disparità il Sud supera il Nord sia per numero di persone in sovrappeso sia per obesi.
E quindi...che fare? Riscopriamo la “buona alimentazione” e le sue regole, solo così potremo rispondere in modo efficace a questo lento ma inesorabile trend negativo. Ma come districarsi nel mondo delle diete? Percentuali? Calorie? Abbinamenti? No Basta!! Facciamo un po' di charezza. Oggi un piano alimentare per essere all’avanguardia deve superare il concetto antico di caloria e deve evitare di fossilizzarsi su schemi basati solo su percentuali “miracolose” tra i vari gruppi alimentari. Dieta oggi vuol dire un programma personalizzato, che nasce dopo una valutazione attenta della salute ed si inserisce in un percorso complessivo di riequilibrio dell'organismo e delle sue funzioni.

Ma quali regole seguire?

  1. Bisogna prima di tutto assumere prevalentemente quegli alimenti che hanno un basso indice glicemico e non incidono in modo sostanziale sull’innalzamento degli zuccheri nel sangue (glicemia) e sulla produzione eccessiva di insulina, cioè quell'ormone che oggi è considerato tra i principali colpevoli dell'eccesso ponderale e dello stato infiammatorio
  2. distribuire i pasti in modo che siano rispettate le fasi anaboliche (di costruzione) e cataboliche (di distriziione) che avvengono nell’organismo ed i ritmi circadiani (cioè di secrezione fisiologica) ormonali
  3. valutare e correggere eventuali squilibri funzionali del nostro organismo (tossine, alterazioni della flora intestinale, acidosi tissutale, processi biochimici ecc.)
  4. scegliere sempre gli alimenti che l’organismo tollera e verificare questo attraverso un test affidabile e ripetibile di intolleranza alimentare (come l’ALCAT test)
  5. impostare una corretta e personalizzata attività fisica
  6. prevedere nel percorso nutrizionale anche dei momenti con dieta libera per lasciare a tutti, salvo controindicazioni, la possibilità di apprezzare anche l'aspetto più emozionale del cibo.

L’ALCAT TEST: INNOVAZIONE PER LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Secondo recenti statistiche quasi una persona su due presenta dei fenomeni che possono fare pensare ad una intolleranza alimentare ed il numero è probabilmente destinato ad aumentare. Un numero molto alto che dipende soprattutto dal nostro stile di vita frenetico e da un modo di alimentarsi sbagliato.

CHE COSA SONO?

 

Le intolleranze alimentari sono manifestazioni patologiche legate all’assunzione dei cibi.Possono avere una causa ereditaria (es. mancanza di qualche enzima digestivo) oppure possono essere conseguenza di una alimentazione sbagliata e ricca di cibi raffinati e “manipolati”. La causa più frequente, comunque, rimane la "disbiosi intestinale" ovvero l’alterazione della flora batterica dovuta a farmaci (antibiotici, antinfiammatori, contraccettivi orali ecc), stress, alimentazione scorretta ecc.

 

COS’E’ UN’INTOLLERANZA? E’UGUALE AD UN’ALLERGIA?

L’intolleranza è una reazione immunitaria contro un alimento che avviene a livello della mucosa intestinale. Questa reazione è diversa da quella allergica in quanto vede coinvolti dei meccanismi immunitari diversi (l’intolleranza non è mediata come l’allergia).Anche i sintomi sono diversi: infatti, sono più sfumati, si manifestano più lentament!e (anche a distanza di 24-48 ore) e sono spesso secondari a un periodo di prolungata assunzione di un cibo. Par questo spesso risulta difficile metterli in correlazione con la causa alimentare.

I SINTOMI

 

Sono numerosi, dipendono da soggetto a soggetto e si manifestano con una sintomatologia di tipo psico-fisico molto variegata: sovrappeso, stipsi, coliche, gonfiori addominali, digestione lenta, cefalea, infezioni ricorrenti, congiuntivite, irritabilità, stanchezza cronica, insonnia, dermatosi, acne, micosi, candidosi croniche….

 

Va sottolineato che se è vero che queste possono essere manifestazioni di un’intolleranza alimentare, non è detto che la causa di questi sintomi sia sempre dovuta a una reazione nei confronti di un determinato cibo.

 

COSA POSSIAMO FARE? Quali test sono realmente diagnostici…e scientifici?

 

Il Comitato Scientifico di A New You ha scelto per la diagnosi un test che può essere considerato all’avanguardia per la individuazione delle intolleranze alimentari. Esso vanta il riconoscimento dell’FDA (Food and Drug Administration). l’ente di controllo americano, ed è stato validato da studi scientifici di diverse Università e Centri di Ricerca e rappresenta uno dei pochi test affidabili e riproducibili:

 

Si tratta dell’ALCAT test (Antigen Leucocyte Cellular Antibody Test). Il principio su cui si basa è semplicissimo: grazie ad uno strumento di laboratorio completamente automatizzato, si mette a contatto l’alimento con il sangue, in particolare con i globuli bianchi, e si valuta la reazione che queste cellule hanno; se si verifica una variazione del loro numero o delle loro dimensioni siamo in presenza di una reazione avversa  ad un determinato alimento, cioè è presente un’intolleranza alimentare.

ALIMENTI TESTATI

Gli alimenti testati (cinquanta) sono quelli che più comunemente possono causare intolleranze

GLUTINE, LATTE VACCINO, LIEVITO DI BIRRA, LIEVITO CHIMICO

OLIVA, CACAO, CAFFE', UOVO, GLUTINE, LATTE VACCINO,
MICETE
CANDIDA ALBICANS
CARNI
AGNELLO, MAIALE , MANZO, POLLO, TACCHINO
PESCI
MERLUZZO, SALMONE, SOGLIOLA, TONNO, VONGOLA
GRAMINACEE
CANNA DA ZUCCHERO, GRANO, GRANO SARACENO, MAIS, MALTO, MIGLIO, ORZO, RISO, SEGALE
ROSACEE
MELA, PERA, PESCA
SOLANACEE
POMODORO, PATATA, MELANZANA
RUTACEE
ARANCIA, LIMONE
LEGUMINOSE
ARACHIDE, CECI, FAGIOLO COMUNE, LENTICCHIA, PISELLO, SOIA
CHENOPODIACEE
BARBABIETOLA DA ZUCCHERO, SPINACICUCURBITACEE
ZUCCHINA,
COMPOSITE
CICORIA, GIRASOLE, LATTUGA,
LILIACEE
AGLIO, CIPOLLA

COME SI PROCEDE CONCRETAMENTE?

Questo test si effettua in tre passaggi:

  1. una visita specialistica che deve valutare lo stato di salute complessivo della persona e la sua storia clinica.
  2. un prelievo di sangue venoso che si effettua nel corso della visita
  3. la lettura degli esiti, di solito dopo una decina di giorni e l’impostazione di una terapia alimentare (Dieta a Rotazione) che prevede l'eliminazione parziale degli alimenti non tollerati e un percorso nutrizionale della durata, di solito, di qualche mese per la loro reintroduzione.

I RISULTATI

Il referto che viene rilasciato evidenzia sia gli alimenti tollerati che quelli non tollerati e di questi ultimi quantifica il grado di intolleranza (basso medio alto)

 

Inoltre

Con il test Alcat oltre agli alimenti è possibille   testare:  Coloranti, Additivi Alimentari, Antibiotici, Farmaci Antinfiammatori, Agenti Chimici ed Inquinanti Ambientali.

 

DIETA A ZONA

I principi della ZONA per imparare a nutrirsi con maggior consapevolezza, trasformando il cibo nel più potente farmaco La dieta Zona non è solo una dieta dimagrante, ma si propone come un nuovo stile di vita per il benessere psico-fisico, promovendo anche l’attività fisica ed il rilassamento mentale.

La dieta Zona è un modello nutrizionale, sviluppato da Barry Sears ed illustrato nel suo libro "Enter the Zone" con lo scopo di migliorare molte delle funzioni del nostro organismo. Questa dieta è conosciuta anche con il nome di "Dieta 40-30-30", dovuto al rapporto tra i tre macronutrienti [carboidrati-proteine-grassi] consigliato per "raggiungere la Zona".

La Zona è basata sul fatto che il funzionamento adeguato dei maggiori sistemi fisiologici dipende dal corretto bilanciamento dei nostri ormoni nel sangue, i quali sono influenzati dallo stile alimentare. La “Dieta Zona” non è una dieta dimagrante, ma una filosofia nutrizionale che basa i suoi principi su concetti biochimici confermati da diverse ricerche scientifiche.

I principi nutrizionali sui quali si basa la Zona si identificano, in ultima analisi, con i consigli di molti medici specialisti.

Oncologi e cardiologi suggeriscono, in un’ottica di prevenzione, una dieta con un bilanciato apporto calorico, la riduzione dei carboidrati ad alto indice glicemico che hanno la caratteristica di alzare bruscamente i livelli di insulina nel sangue, la diminuzione dei grassi di origine animale privilegiando il consumo di frutta, verdura, carni bianche, pesce, olio di oliva e alcuni tipi di frutta secca.

La Visita Medico Nutrizionale

La prima visita, della durata di un’ora circa, ha lo scopo di rilevare alcuni parametri importanti su cui impostare la dieta e di cominciare a spiegare i principi fondamentali sui quali si basa la straordinaria efficacia della Zona, soprattutto riguardo al miglioramento del benessere generale.

 

La visita comincia con un’anamnesi molto accurata del paziente, individuando le abitudini alimentari e di vita e le eventuali intolleranze alimentari. Quindi, si procede con una visita generale, la rilevazione di peso e statura, il calcolo della percentuale di massa grassa, dei livelli di pressione arteriosa ed una richiesta di esame del sangue per controllare alcuni test emato-chimici importanti per meglio finalizzare gli obiettivi del regime alimentare.

Il medico nutrizionista imposta una dieta personalizzata sulla base del fabbisogno proteico, stimato durante la visita, e del tipo di vita condotta dal paziente. Carboidrati e grassi vengono calcolati di conseguenza, in modo che i pasti si compongano di blocchi equilibrati nelle tre componenti, per un apporto totale di nutrienti che è strettamente personalizzato.

La consulenza medica di un nutrizionista esperto è fondamentale per l’efficacia e la sicurezza della dieta Zona.

Per il raggiungimento di una certa autonomia sono necessarie da due a quattro visite di controllo di 30 minuti da distribuire nell’arco di alcune settimane.

La dieta ZONA è da considerarsi un vero e proprio stile di vita, finalizzato ad una migliore forma psico-fisica.

E’ da consigliare non solo a chi ha l’esigenza di tenere sotto controllo il peso, di dimagrire, ma in generale come regime alimentare equilibrato personalizzato, in grado di supportare con energia il corpo e la mente.

Il raggiungimento di un peso ideale e l’eliminazione del grasso corporeo eccessivo nei punti più difficili è da considerarsi un benefico effetto indiretto.

E’ l’unico regime alimentare che permette il raggiungimento di una buona forma psico-fisica e di un peso ideale senza avvertire la spiacevole sensazione di fame e debolezza.

In alcuni casi vengono, inoltre, attenuati o completamente risolti disturbi cronici come cefalee e astenia, ma soprattutto si attua un piano di prevenzione nei confronti di parecchie patologie, in particolar modo cardiopatie e diabete.

Direttore scientifico Gian Paolo Baruzzi Per informazioni A new You tel Tel 02.4540.9571

 

 

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